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Mastro T + Armoni al Posticino | Come arredare una pizzeria

 

Avere carta bianca per decidere come arredare un locale è emozionante e gratificante, qualcosa per cui ringraziare chi ti affida l’incarico. Avere la piena fiducia di qualcuno e lavorare al meglio per non deluderne le aspettative, una sfida.

È così che Mastro T e Armoni sono arrivati ad animare Il Posticino, pizzeria inaugurata a San Severino Marche il 22 luglio. Hanno lavorato per creare un locale caldo, accogliente, intimo, con un’aura europea; dove sentirsi a casa pur respirando un’aria diversa. Non il solito posto ma Il Posticino.

 

 

 

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Tu chiamali se vuoi… cambiamenti | Mastro T e le ristrutturazioni

Gli anni trascorrono inesorabili, differenti eppure spesso uguali. Lo stesso tragitto, le stesse facce, le stesse abitudini, la casa di sempre con i mobili di sempre così come il disordine o l’ordine maniacale, gli odori, i colori…

…finché un giorno spinti ognuno da un motivo diverso si decide che “basta!”. Allora si cambia, si butta il vecchio per accogliere il nuovo magari sperando che sia di buon auspicio per un cambiamento ben più profondo.

Ma tant’è, da qualche parte bisogna cominciare.

 

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Il terremoto, il cratere e il coraggio | Mastro T arreda Enjoy

Camerino, 2014-2017.

L’università ma anche il desiderio di lavorare, l’idea di aprire un bar, le birre, la musica, i giovani, tanti giovani, tanti quanti ce ne possono essere in una città universitaria. Il divertimento e la spensieratezza nonostante i piccoli, grandi affanni quotidiani. L’ambizione, la lungimiranza e il progetto di aprire una pizzeria accanto al bar, per offrire un ulteriore servizio e magari guadagnare anche di più. L’entusiasmo e la tenacia che permettono di ottenere un mutuo per realizzare quel progetto. L’inizio dei lavori e la fine, Mastro T che pensa alla realizzazione dell’arredamento, quindi l’inaugurazione del nuovo locale. La soddisfazione e ancora una volta l’entusiasmo, la gioia. Poi solo dopo due mesi, una lunga scossa e il sogno che svanisce.

Zona rossa. Bisogna evacuare, in fretta. Solo macerie, fuori e dentro. Il dispiacere, lo sconforto e la paura. Quella che ti spinge a fuggire e magari a ricominciare da un’altra parte. Ma dove? “Andate al mare”, dicono all’unisono, “andate al mare!”. Non tutti sono fatti però per migrare. Chi parte lo fa per necessità, per curiosità o per trovare la felicità. Chi non deve, chi non è curioso, chi è già felice, allora resta. Chi decide di restare non può essere spostato da un’altra parte perché significherebbe farlo morire, un po’ come un pesce d’acqua dolce nell’acqua salata. “Andate al mare”, dicono, “andate al mare”.

Anche il protagonista di questa storia decide di andare al mare. Lui già pensa a un nuovo locale da aprire, perché, sì, è dispiaciuto e impaurito ma non gli manca il coraggio né la forza di reagire. “Prima mi alzo in piedi, prima ricomincio a camminare”. Va al mare, dunque, ma poi ritorna in quel borgo in cui tutto ancora trema. È lì il suo posto. È lì che richiama Armoni Design e Mastro T, è lì che inaugura Enjoy, bar-pub-pizzeria. Enjoy! Nonostante le incertezze e il coro in sottofondo “andate tutti al mare, andate tutti al mare”.

Se lo scordino lo spopolamento delle zone montane e pedemontane. Il pesce d’acqua dolce se deve morire vuole morire nel fiume.

 

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Harcome e Mastro T, nuovo sodalizio.

Una nuova sfida per Mastro T, la possibilità di cimentarsi in una nuova avventura, di collaborare con Harcome – studio specializzato in progettazione e ristrutturazioni chiavi in mano, di realizzare mobili diversi da quelli che sono la sua specialità (ossia mobili in legno massello lavorati in modo artigianale, con guide in legno e incastri fatti a mano).

Harcome progetta, Mastro T e Armoni Design elaborano e realizzano.

Case contemporanee e raffinate, un arredamento che si contraddistingue per la giustapposizione armoniosa di materiali diversi e per la cura dei dettagli. Case da copertina dove nulla è lasciato al caso.

 

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Questione di scelte | Mastro T, il legno e un soggiorno

Scegliere al di là della moda del momento che decreta la fortuna di un materiale o di uno stile rispetto a un altro. Scegliere in modo consapevole di costruire con il legno massello perché a differenza del truciolato è naturale e duraturo e sostenibile, scegliere l’abete rispetto al gettonato rovere perché è più economico. Accettarne le imperfezioni, i suoi cambiamenti. Scegliere di rispettare la storia degli spazi in cui si va ad abitare e di conservarne la memoria, scegliere così di lasciare un vecchio pavimento in mattoni con le sue mancanze e i segni del tempo, e di accostargli un tavolato sempre in abete massello, e poi con gli scarti delle tavole di costruire una libreria-divisorio.

Tutto in abete massello, con tinte e finiture ad acqua. Tutto senza chiodi e senza viti. Tutto riparabile e modificabile, o riciclabile. Per un soggiorno caldo e rispettoso dell’ambiente.

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Un avvocato, un tavolo e Mastro T.

Un giovane avvocato chiama perché vorrebbe far costruire un tavolo per il suo studio. Ha una vaga idea di come lo vorrebbe, mostra un’immagine. Un tavolo dal piano in vetro e la base in legno di noce. Forme geometriche e pulite, linea essenziale, elegante. Poi l’immagine passa a un designer e il tavolo prende forma.

Trasparente e solido, chissà, forse così come dovrebbe essere il rapporto tra un avvocato e il suo assistito. Vetro e legno. Da una parte l’esposizione sincera dei fatti, il racconto nudo degli eventi, la fragilità di certe emozioni; dall’altra la forza della giustizia, della ragione e della logica, di una difesa. La forza di una arringa, la sua costruzione lineare, le sue parole semplici e chiare, beninteso, non sciatte, anzi precise ed espressive.

Chissà se dietro alla scelta o al progetto di un tavolo può esserci tutto questo. Chissà.

 

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La vita di una quercia | Mastro T, il legno di quercia, un tavolo e una libreria

“Avrei bisogno di un tavolo e di una libreria”, così esordisce un cliente in un pomeriggio qualsiasi, “ma vorrei utilizzare il legno di una vecchia trave senza lavorarlo troppo”.

Legno di una quercia locale, tarlatissimo; chissà quella quercia in quale campo avrà fatto ombra, a quanti uccelli avrà offerto riparo e quanti maiali avranno mangiato le sue ghiande. Chissà di cosa è morta e chissà quanti picchi saranno rimasti senza nido dopo la sua scomparsa. Come sarà diventata una trave? avrà sostenuto un solaio o un tetto?, di quanti schiaffi e tradimenti, baci, estasi, manie, carezze e confidenze sarà stata testimone? Chissà se avrà sentito le pareti tremare, se si sarà schiantata sul pavimento insieme al tetto o al solaio, o se invece avrà resistito alle scosse, al peso, al tempo. Chissà.

Comunque, nonostante gli anni e le metamorfosi, quella quercia vive ancora; grazie a chi ha deciso di non dimenticarla.

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La casa, una cucina e Mastro T

 

 

Essere a casa, sentirsi a casa, tornare a casa. La casa non è solo un’abitazione ma è un luogo dove ci rifugiamo per star bene, per riposarci e rilassarci, per condividere momenti piacevoli insieme alle persone care. La casa ci offre, sì, riparo ma anche asilo.

Per questo avere la possibilità di costruire e arredare una casa che rispecchi la nostra personalità e soddisfi le nostre esigenze è importante, perché la casa non ci dia un senso sgradevole di estraneità e freddezza e ci faccia invece sentire a nostro agio.

Nelle foto potete vedere una delle tante cucine che Mastro T può realizzare per voi: una cucina componibile resistente e funzionale, in legno di abete massello realizzata con incastri, senza viti né chiodi. Le guide dei cassetti sono di legno e le cerniere degli sportelli sono a vite. Il top e il lavello sono di graniglia. Uno dei moduli è estraibile per offrire un ulteriore piano d’appoggio o da lavoro, e una volta trasformatosi in un’isola mostra un portariviste sul retro e due utili nicchie ai lati.

Questo è un progetto nato dalla collaborazione di Mastro T, Armoni Design e Grandinetti ed è solo uno dei mille progetti possibili. Se a mancarvi non è il progetto ma un falegname, chiamate Mastro T e il vostro sogno diventa realtà. Se invece avete solo una vaga idea di cosa desiderate, chiamate comunque Mastro T: due teste ragionano meglio di una e in poco tempo otterrete la chiarezza di cui avete bisogno. E se avete solo esigenze? Mastro T è in ogni caso a vostra disposizione per soddisfare le vostre richieste e accontentare il vostro gusto.

 

 

 

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Lei, lui e il noce | Il noce, Mastro T e una libreria.

 

Doveva essere solo una vacanza, invece fu un viaggio destinato a cambiare i connotati della sua quotidianità. Lei era ancora una ragazza quando dalla gigantesca Londra finì in un piccolo centro dell’entroterra marchigiano, lì decise di restare e di mantenersi insegnando la propria lingua. Affittò una casa in campagna ricoperta dall’edera e ogni giorno scarrozzava con la sua Cinquecento rossa su e giù per la collina per andare in paese. Una volta si presentò un coetaneo che voleva perfezionare il suo inglese e poco dopo quel suo studente divenne suo marito. Poi arrivarono due bambine. La famiglia si comprò la casa con l’edera e all’ombra di un noce trovava riparo dalla calura godendosi la quieta estiva.

Un noce imponente ma vecchio, dal tronco ricurvo. Arrivò il momento in cui dovettero abbatterlo, tuttavia decisero di non disfarsene. Del noce restarono solo delle tavole lasciate al sole e al gelo, una stagione dietro l’altra fin quando…

…fin quando la coppia pensa bene di farle entrare in casa. Allora interviene Mastro T che prende le tavole, le seleziona, le lavora e infine le unisce una all’altra soltanto tramite legature e incastri eseguiti a mano.

Il fu un noce. Ora è una libreria.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mastro T, un filo della fune | Spazio 361 e Wood About

Qualche anno fa era solo un sogno, ora è una realtà.

Il sogno era quello di un luogo dove potessero riunirsi diversi professionisti in modo che potessero scambiarsi conoscenze, strumenti e competenze. Era di un laboratorio in fermento condiviso da artigiani e creativi dove non ci fossero confini (se non quelli legali), dove la convivenza non fosse regolata dalla concorrenza ma dalla collaborazione e dal rispetto. Era di uno spazio vivo e solidale.

Il sogno si è trasformato in realtà quando è stato inaugurato lo Spazio 361. Non che sia stato facile. Il saper convivere presuppone il desiderio di voler conoscere l’altro, la capacità e la volontà di mettersi nei suoi panni, di guardare anche dal suo punto di vista per imparare, una volta ritornati al proprio posto, ad andargli incontro. Convivere significa mettersi di continuo in discussione ed è faticoso, talvolta snervante. La sensazione può essere quella della perdita di libertà e di identità, subentra la paura, anche la paura di restare fregati. Convivere presuppone fiducia nell’altro.

Ecco, Spazio 361 è nato grazie a un atto di fiducia rinnovata giorno dopo giorno non solo attraverso momenti di condivisione e amicizia ma anche tramite scontri e momenti di difficoltà, di disagio superati con il dialogo.

Wood About è, sì, un marchio ma soprattutto è il frutto di questa sinergia, è un atto creativo inclusivo, è la dimostrazione che quando i fili si intrecciano a formare una fune sono molto più forti.

Gli artefici di Wood About parteciperanno al Toc Festival di Tolentino. Quale migliore occasione per conoscerli di persona?

 

 

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